Museo Archeologico dell’Alto Adige, Mar. 02 aprile > Dom. 17 novembre 2019

Il 10 Settembre 1919, al termine del primo conflitto mondiale, il trattato di Saint-Germain (10.9.1919) sancì il passaggio del Tirolo meridionale (l’odierno Alto Adige) dall’impero austro-ungarica all’Italia. Sebbene tale cambiamento politico contribuì al definirsi dell’attuale configurazione geografica della penisola italiana, la ridefinizione delle competenze delle autorità preposte alla tutela dei beni culturali portò alla riorganizzazione dei musei e redistribuzione dei reperti, molti dei quali lasciarono i confini nazionali.
Con il ricorrere del centenario dall’annessione, il Museo Archeologico dell’Alto Adige – sotto la curatela di Andreas Putzer e Günther Kaufmann – ha voluto restaurare l’originario patrimonio archeologico ante 1919 riunendo oltre 1000 pezzi provenienti da collezioni museali in Alto Adige, Trentino e Austria, da musei in Baviera, Berlino, Heidelberg, Amburgo, Mosca, Inghilterra e da un museo in Nordamerica.

La mostra temporanea apertasi il due Aprile a Bolzano racconta la storia dell’Alto Adige dal Neolitico al XVIII secolo, partendo dai primi scavi, musei ed archeologi fino alla dispersione – talvolta attraverso vicende rocambolesche – di un patrimonio inestimabile, riunito per la prima volta nella sua patria d’origine.

Tra i pezzi più pregiati vengono annoverati:

  • un Mercurio in marmo (courtesy del Buonconsiglio di Trento)
  • la statuetta di un guerriero etrusco (prestata dal Kunsthistorisches Museum di Vienna)
  • un elmo celtico rinvenuto a Castelrotto
  • un’antichissima iscrizione in lingua retica
  • tre complessi di scavo: il rogo votivo (Brandopferplatz) dell’età del Ferro dell’Hochbichl presso Tirolo (Milwaukee/USA, Innsbruck) ed i manufatti in metallio dell’età del Ferro di Vandoies di Sopra (Innsbruck, Trento, Rovereto, Bolzano) e di Greifenstein (Berlino, Mosca)
  • una fibula a disco d’oro con decorazione a filigrana e pietre semipreziose (fine X / inizio XI secolo)
  • un’ascia databile tra la fine dell’età del Bronzo e l’inizio dell’età del Ferro (XI-IX secolo a.C.), rinvenuta a Predoi e conservata al British Museum

I reperti – presentati in linea con il loro attuale luogo di conservazione – sono stati per La maggior parte sottoposti a restauro e sono protetti da un tipo di vetro singolare, che li rende visibili solo nel momento in cui ci si avvicina agli espositori. Nonostante la temporaneità di questi prestiti, l’immagine che congiuntamente regalano valorizza le abilità artigianali e artistiche delle popolazioni che abitarono il versante meridionale delle Alpi e che influenzarono la produzione archeologica autoctona dal IV millennio a.C. al XVIII secolo d.C., passando attraverso il Neolitico, l’età del Rame, l’età del Bronzo, l’età del Ferro, l’epoca romana, il Medioevo fino ad arrivare all’Epoca recente.

Mtec Italia, per questo importante evento, ha curato il trasporto delle opere provenienti dalle realtà museali di Rovereto, Bressanone, Merano e Trento.

 

Informazioni:

‘Lost and Found’
da Mar. 02 aprile a Dom. 17 novembre 2019
Museo Archeologico dell’Alto Adige, Via Museo 43, Bolzano
www.iceman.it/lost-found

 

Enti prestatori:

  • Ufficio Beni archeologici della Provincia autonoma di Bolzano
  • Antikensammlung – Staatliche Museen zu Berlin – Preußischer Kulturbesitz, Berlino
  • Archäologisches Institut, Heidelberg
  • Istituto episcopale Vinzentinum, Bressanone
  • The British Museum, Londra
  • Castello del Buonconsiglio, Trento
  • Germanisches Nationalmuseum, Norimberga
  • Fondazione Museo Civico di Rovereto
  • Kunsthistorisches Museum, Vienna
  • Milwaukee Public Museum; Museum für Kunst und Gewerbe, Amburgo
  • Museum für Vor- und Frühgeschichte – Staatliche Museen zu Berlin – Preußischer Kulturbesitz, Berlino
  • Palais Mamming Museum, Merano
  • Museo Civico, Bolzano
  • Tiroler Landesmuseum Ferdinandeum, Innsbruck
  • Ufficio Beni Archeologici della Provincia autonoma di Trento

 

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