Le lame del Museo Correr di Venezia al Museo di Palazzo Fulcis a Belluno per il progetto ‘Klang. Spade di leoni e di aquile’

Nonostante la chiusura dei Musei a contenimento della diffusione del Covi19, L’arte non ha smesso di viaggiare e di portare con sé la speranza di una timida ma decisa ripresa.

Questo lo spirito che ha portato, lo scorso 12 Novembre, il noto Palazzo Fulcis di Belluno ad ospitare un nuovo nucleo di armi bianche all’interno del suo piano nobile, area che già ospita nuclei collezionistici particolari legati ai metalli.

Le 28 spade, prodotte tra il XV e XVI secolo e concesse in comodato d’uso per un triennio dal Museo Correr di Venezia, saranno sottoposte ad un intervento di restauro e saranno parte integrante del progetto Interreg “Klang – Spade di leoni e aquile”, iniziativa finanziata dall’UE, dal Fondo FESR e Interreg V-A Italia-Austria 2014-2020 che punta alla valorizzazione turistica ed alla riscoperta storica e scientifica. L’intento di questa collaborazione è quella di pubblicare una guida turistica che censirà i luoghi più importanti legati alla produzione e commercializzazione delle spade e delle lame, percorrendo una sorta di strada che collega l’Austria a Maniago attraverso le miniere (del Fursil, a Colle Santa Lucia, ma anche in Tirolo), gli opifici fabbrili, i musei e le collezioni.

Le spade, da noi imballate presso il Museo Correr, includono:

  • due schiavone, armi bianche manesche diffuse durante il Rinascimento dalle truppe degli Schiavoni, i mercenari slavi della Dalmazia al servizio della Repubblica di Venezia
  • una schiavonesca, spada rinascimentale veneziana a lama larga da cavalleria in uso ai “Fanti da mar” veneziani
  • una partigiana, che riporta una punzonatura identica alle armi esposte alla Torre di Londra e adottate dalla guardia di Enrico VIII
  • falcioni e spadoni

Per almeno tre secoli e mezzo, quella Bellunese è stata una delle grandi industrie del Nord Italia grazie alla filiera dei metalli, alle risorse d’acqua, alle 20 fucine della Valbelluna ed al carbone delle foreste del Cansiglio. Il Tirolo era l’area da cui provenivano i minatori specializzati impiegati nelle miniere del Bellunese, e arti e tradizioni venivano scambiate con i fabbricanti di Maniago in Friuli.

 ‘’All’inizio del Seicento la nostra provincia produceva un milione e 100 mila libbre di ferro, 500 libbre di ferro crudo e 50 tonnellate di acciaio», spiega Luigino Boito. «Con questo materiale si producevano 2000 spade per l’arsenale di Venezia e dal ferro crudo si ricavavano le palle di cannone, sempre destinate a Venezia. 72.000 spade, poi, 600 – 700 per dieci anni, sono state inviate nel mercato dell’Inghilterra, della Scozia e dell’Oriente.’’

Un pezzo dell’antica storia di Belluno è quindi – anche grazie al nostro contributo logistico - tornato in città, a ricordare che - prima del gelato e dell’occhialeria - il primo made in Italy bellunese è stato quello della lavorazione del metallo.

Collegamenti:

https://www.amicodelpopolo.it/2020/11/12/ventotto-spade-bellunesi-al-fulcis-un-pezzo-dellantica-storia-torna-in-citta/

https://www.bellunopress.it/2020/11/12/dal-correr-di-venezia-al-fulcis-di-belluno-un-primo-nucleo-di-spade-bellunesi-e-tornato-a-casa/

https://www.visitmuve.it/wp-content/uploads/2020/10/COM_STAMPA__KLANG_Museo_Correr.html?fbclid=IwAR1kF1FoNfzMi8SbF18qkTHp7NwuPDEuRwylNHSMWE4qnLva87t4PPEckFE

https://www.newsinquota.it/cultura/30-belluno/4576-ventotto-spade-antiche-tornano-a-belluno-esposte-al-fulcis-dal-2021.html

Photo credit: https://www.amicodelpopolo.it/https://www.newsinquota.it

 


 

Servizi precedentemente svolti presso la stessa sede:

http://www.macoitalia.eu/mostra-tiziano-la-madonna-barbarigo-dellermitage-a-belluno/