Galleria Comunale d’Arte Moderna, 1 Luglio > 25 Agosto 2018

Cos’è il lusso? Quali esperienze e sensazioni vogliamo evocare quando ricorriamo a questa parola?
Il termine in se’ non ha una dimensione e una definizione univoche e l’ampiezza della letteratura in materia ha generato molteplici approcci, seppure tutti legati alla dimensione psicologica ed emotiva del consumatore.

Il lusso non è più semplicemente ricchezza e magnificenza (come la sua radice etimologica suggerisce) ma appagamento del Consumatore, garanzia di una esperienza sensoriale ed emotiva unica ed esclusiva. Inevitabilmente, la possibilità di poter acquisire beni o servizi di lusso demarca l’appartenenza a determinati strati della società, scindendo l’acquisto per necessità da quello di impronta estetica e psicologica.

Il lusso è ricerca, possibilità di sperimentare nuove strade, come lo è L’artigianalità, in quanto un prodotto e/o servizio pensato e realizzato a mano, su misura e per pochi, costituisce un bene elitario.

Navi e Lusso

Sul concetto di artigianalità, sperimentazione e magnificenza, la triestina compagnia di navigazione Lloyd aveva improntato la realizzazione di tutte le sue navi già dal 1837, quando realizzò la Mahmudiédel, il cui nome omaggiava il sultano ottomano Mahmud II.

Le navi della compagnia non erano mai state considerate semplici mezzi di trasporto: il concetto di ‘vivere’ il viaggio senza perder nulla della propria quotidianità trasudava da ogni dettaglio: giuochi sportivi, sala di ginnastica, fiorai, Bottega d’Arte, Biblioteca, fotografi e spettacoli cinematografici ogni sera rendevano ogni attraversata un’esperienza unica.

A capire l’importanza e la necessità di curare edonisticamente il design e l’arredo delle navi nel secondo dopoguerra furono gli architetti triestini Romano Boico, Aldo Cervi, Vittorio Frandoli e Umberto Nordio, che grazie alla spinta propulsiva data dal geniale innovatore triestino Gustavo Pulitzer Finali inizarono ad interpretare in modo nuovo la progettazione interna delle navi. L’ingegno di queste personalità era sostenuto ed incoraggiato dallo slancio economico del periodo storico, teso alla rinascita della Marina Mercantile Italiana e dei Cantieri Riuniti dell’Adriatico.

Il quartetto, grazie alla sinergia delle capabilities di ogni membro (l’esperienza e il suo prestigio di Nordio, il rigore tecnico di Cervi, la conoscenza dei materiali di Frandoli), contribuì alla realizzazione del design di moltissime imbarcazioni, quali il Biancamano e le motonavi Australia , Neptunia, Augustus, Africa e Asia.

Ad onore e ricordo di questi innovatori, la città di Monfalcone ha inaugurato il 30 giugno 2018 la mostra ‘Boico/Cervi/ Frandoli/ Nordio Interni navali tra arte e design 1963-1967’, promossa e realizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Monfalcone con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e la curatela di Francesca Nodari.

Questa rassegna nasce dal desiderio di dar continuità a quella già realizzata nel 2017 negli stessi spazi fruitivi, incentratasi sul precedente periodo creativo del quartetto, quello tra il 1949 e il 1955. Con il supporto di studi, progetti esecutivi, foto e pubblicazioni dell’epoca, in questa nuova mostra lo spettatore spazierà tra le realizzazioni degli anni Sessanta sulla turbonave Galileo Galilei, sulla gemella Guglielmo Marconi (1963) e sulle t/n Oceanic, Raffaello e Italia (1967).

Progettazione e design

A coronare questo quadro fatto di navi, architetti, compagnie di navigazione e precursori troviamo un celebre scultore e decoratore di bordo, Marcello Mascherini.

La sua prima collaborazione con l’architetto Gustavo Pulitzer Finali risale al 1931, quando realizzò due busti in bronzo destinati al salone delle feste della motonave Victoria del Lloyd Triestino.

Dopo questa prima esperienza, Mascherini continuò a coniugare le commesse provenienti da rinomate società di navigazione (l’Adriatica di Venezia, la Costa Armatori di Genova e la panamense Home Lines) con la cura degli interni della navi Lloydiane congiuntamente a Pulitzer, creando sculture destinate sia alla m/n Calitea (1933) che alla m/n Australia, varata nel 1950 nel Cantiere S. Marco di Trieste.

Nel 1962 realizza per la m/n Marconi due fusioni in bronzo per la sala delle feste di prima classe (progettata da Boico): il Cavallo rampante e la Chimera alata. In mostra si potrà ammirare il primo, trasportato da Trieste a Monfalcone da MA-CO ITALIA.

Ancor oggi il design navale costituisce una branca inscindibile dalla progettazione navale, richiedendo al designer di conoscere e risolvere le criticità di uno spazio sia statico che dinamico, in una zona di confine tra due elementi: l’aria e l’acqua.

La possibilità di fruire ottimamente della nave sia all’interno che all’esterno richiede una approfondita conoscenza di tutti i rapporti estetico‐volumetrici tra scafo e sovrastruttura, conoscenze il cui zoccolo duro risiede proprio nel lavoro del sopracitato quartetto triestino.

Informazioni:

“Boico, Frandoli, Nordio, Cervi. Interni navali tra arte e design 1963-1967”
Luogo: Galleria Comunale d’Arte Moderna
Data: 1 Luglio > 25 Agosto 2018
www.comune.monfalcone.go.it

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