helmut newton a genova

Dopo la tappa Veneziana, le 200 foto dell’artista arrivano a Palazzo Ducale

Senza veli ma forte ed indipendente: questa è la donna degli scatti di Helmut Newton, all’interno dei quali l’uomo è sempre e solo una semplice comparsa.

Dopo le tappe di Houston, Berlino, Roma e Venezia, il progetto nato nel 2011 per volontà di June Newton (vedova del grande fotografo) arriva al Palazzo Ducale di Genova con un allestimento del tutto nuovo.

L’esposizione narra, scatto dopo scatto, i grandi cambiamenti che hanno segnato gli anni Settanta: Helmut Newton, che aveva eseguito foto di nudi per la rivista Playboy, inizia ad adottare questa tendenza anche per le fotografie delle riviste di moda. In pochi anni, immagini che sembravano impossibili da pubblicare su un magazine d’elite divennero richiestissime, elevando Newton a fotografo di indiscussa fama mondiale.

Curata da Matthias Harder e Denis Curti ed organizzata dalla Fondazione per la Cultura di Palazzo Ducale Genova in collaborazione con Civita e la Fondazione Helmut Newton di Berlino, l’esposizione è stata coordinata per la logistica da MA-CO ITALIA (che aveva già curato i trasporti per la tappa veneziana).

La mostra e le sue tre serie

La rassegna raccoglie gli scatti delle serie White Women, Sleepless Nights e Big Nudes, i primi tre volumi di Newton pubblicati alla fine degli anni ‘70, gli unici curati dallo stesso ed oggi considerati leggendari.

Nel selezionare le proprie fotografie, l’artista mette in affianca agli scatti realizzati su commissione per “Vogue”, “Marie Claire, “Elle” “Playboy”, “Vanity Fair” e “GQ” ed esibiti nel mondo a New York, Parigi, Londra, Houston, Mosca, Tokio, Praga e Venezia a quelli creati liberamente per se’. Viene così a costruirsi una narrazione in cui il gesto elegante e la ricerca dello stile trasfigurano le immagini da foto di moda a ritratti a reportage quasi da scena del crimine, sottendendo l’esistenza di una realtà lasciata alla libera interpretazione dello spettatore.

White Women

White Women venne pubblicato nel 1976. Per questo primo volume, Newton seleziona 81 immagini (42 a colori e 39 in bianco e nero), introducendo per la prima volta l’erotismo ed il nudo radicale nelle fotografie di moda.

In equilibrio tra arte e moda contemporanea, gli scatti sono prevalentemente nudi femminili, la provocazione che venne accolta e poi seguita da molti altri fotografi e registi, rimanendo il simbolo della sua personale produzione artistica.

Helmut Newton 1975

Helmut Newton, ‘French Vogue, Rue Aubroit’ – Paris 1975, White Women series

Sleepless Nights

Sono ancora le donne, con i loro corpi ed i loro abiti, i protagonisti di Sleepless Nights, pubblicato nel 1978. Il libro raccoglie 69 fotografie (31 a colori e 38 in bianco e nero), realizzate per diversi magazine (Vogue, tra tutti) elevando il suo stile ad icona della fashion photography.

In questo secondo volume si assiste una evoluzione nell’artista: Newton si avvia a una visione che trasforma le immagini da foto di moda a ritratti, e da questi a reportage quasi da scena del crimine. È un volume a carattere più retrospettivo, dove l’alta sartoria è un mero pretesto per realizzare qualcosa di totalmente differente e molto personale.

Helmut Newton 1978

Helmut Newton, ‘AtMaxims’ – Paris 1978, Sleepless nights series

Big Nudes

Con questo volume del 1981, Newton assume il ruolo di protagonista indiscusso nella storia dell’immagine della seconda metà del Novecento. I 39 scatti in bianco e nero di Big Nudes aprono una nuova dimensione della fotografia umana, quella delle gigantografie, che da quel momento in poi entrano nelle gallerie e nei musei di tutto il mondo.

Nell’autobiografia edita nel 2004, Newton spiega come nacque la propria ispirazione: i nudi a figura intera ripresi in studio dai quali ha prodotto le stampe a grandezza naturale di Big Nudes, gli furono suggeriti dalla polizia tedesca, o meglio dai manifesti diffusi dalla stessa per ricercare gli appartenenti al gruppo terroristico della RAF (Rote Armee Fraktion).

Con le sue gigantografie, Newton si guadagnò l’ingresso nei musei e nelle gallerie di tutto il mondo e la vanità di donne del calibro di Ava Gardner, Charlotte Rampling, Catherine Deneuve, Romy Schneider, Raquel Welch, che da lui vollero farsi immortalare.

Helmut Newton 1981

Helmut Newton, ‘Sie kommen’ –Paris, 1981 Big nudes series

Collegamenti:
genova.mentelocale.it/70520-genova-helmut-newton-suoi-nudi-mostra-genova
www.palazzoducale.genova.it/helmut-newton
www.newtongenova.it

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